Visualizzazione post con etichetta POESIA?. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta POESIA?. Mostra tutti i post

01 maggio, 2019

NOI

E’ me che vuole e non importa se lo farò soffrire. Adesso ha il coraggio del suo sentire.

E’ me che vuole, nessun’altra. 

Si avvicina, mi tocca, il suo respiro è certezza. 

E’ me che vuole.

Mi prende la mano, mi stringe, mi volta. Non c’è più nessuno nella stanza. 

Insieme, troviamo il nostro posto, ogni cosa adesso ha il suo senso. 

Facciamo l’amore, senza parlare. Ci siamo scelti. Non c’è bisogno di alcuna protezione. E’ l’amore a proteggere e riempire. 

Avremo una bambina e poi un’altra ancora, e la vita, che prima era solo dura, adesso avrà una tenera corazza contro la paura. 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

23 gennaio, 2018

ESISTERE...MA CON RISERVA

Raggomitolata in una nicchia della montagna, spio da lontano la mia terra. I miei ricordi, i miei pensieri e le mie emozioni sono tutti pieni di chiare contraddizioni. Senza sforzo né dolore, quasi fosse il principio di una commedia, vedo il mio passato dispiegarsi su quella magnifica scena. Il golfo, le falesie e quei luoghi da me adesso temuti, si animano armoniosamente dei tanti miei vissuti. E mi rivedo giocare divertita, una protagonista attiva di quella mia strana vita: ricordo le immersioni, le arrampicate, i giochi con la deriva e tutte le avventure che mi hanno aiutato a sentirmi viva.

Peccato che a me non siano cresciute le radici, ma così era scritto nei miei geni infelici. Nonostante tutto sono riuscita a garantirmi quel tanto nutrimento che bastasse per sopravvivere alla mancanza di accudimento. Lasciati troppo a lungo da soli con sé stessi, si rimane poi sempre troppo esposti al rischio di perdersi negli eccessi.

Non mi sono mai integrata nell'ambiente in cui sono cresciuta. Per certi versi, così, mi sono salvata ma neppure mi sono 'sistemata'. Così è stata la mia vita: in salita e precaria fin da subito e di difficile interpretazione. Anche felice ma sofferta e piena di paure.

I miei genitori mi hanno concesso di esistere, sì, ma con riserva: troppo presi da loro stessi mi hanno messo al mondo e poi abbandonata sulla panchina di chi, inutile, aspetta e osserva. 

Così mi sono sempre sentita: uno spettatore che ad entrare nel vivo del gioco non è autorizzato, che diviene ogni giorno più estraneo in quel difficile mondo in cui è solo appoggiato.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

14 settembre, 2017

LEGATO MA LIBERO

Chiudo il cerchio e me ne vado. Dopo 10 anni riesco ad emanciparmi emotivamente dal mio primo moroso.
Il turbamento di essere sopravvissuta al soffocamento mi spinge a ricercare fisicamente l’aria, la luce e il movimento.
Incontro un uomo più grande di me, un istruttore…e assecondiamo la sfumatura transferale della nostra relazione. Mi dice che è sposato e che gli è già capitato.
Per una frazione di vita, spinti dall’istinto a ricercare vicinanza, tenerezza e consolazione, ci siamo solo noi, in una vivida illusione.
Persino le vicende più deprecabili hanno un senso. Vivere i miei sbagli mi ha aiutato a capirmi e a capire meglio gli altri e il loro scompenso.
Chi giudica severamente, a distanza di sicurezza, lo fa perché fragile, insicuro e bisognoso di certezza.
Mi presta “Legato ma libero” di P. Berhault, metafora della sua condizione e dei suoi sogni. Ma la libertà, imparo più avanti, è quando non dipendiamo dai nostri bisogni.
Ha conservato una mia lettera nel portafoglio. Molti anni più tardi sua moglie la trova, cerca nella rubrica e mi chiama. E’ morto in montagna. Parliamo. Ci capiamo.
La vita, più o meno difficile da interpretare, rimane sempre imprevedibile, nel bene e nel male.


---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------