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05 marzo, 2021

MADRE ANAGRAMMA DI _____, PADRE DI PERDA

Ci avevate mai pensato? 

Era un giorno qualunque, si faceva un gioco di parole tipo Il Bersaglio della Settimana Enigmistica ed è successo: madre anagramma di mer... avete capito, e padre di perda. Orribile e profetico: che la madre sia una mer... e che il padre si perda per strada. E sia una mer... pure lui. 

Ovviamente non va sempre così. Ma quando succede, forse elaborare la frustrazione attraverso un gioco, per quanto di parole, può aiutare.

Insomma, si potrebbe costruire un bersaglio mandando a stendere tutta la famiglia. Studiare una successione complessa, poi, assolverebbe a più funzioni contemporaneamente: dare soddisfazione alla nostra creatività, attivare aree diverse del cervello, avere un adeguato passatempo per quando desideriamo prolungare la nostra permanenza al gabinetto nella speranza di avere una tregua dalla vita e un momento solo per noi. Un esercizio mentale che potrebbe dare sfogo al magma infernale che ribolle nel nostro inconscio e farci evacuare spensieratamente.

Il bersaglio potrebbe infatti aiutarci a mantenere fisso l'obiettivo (esprimere dissenso nei confronti dei genitori quando ci appaiono ottusi, insensati, pessimi), osservare le nostre emozioni, i nostri sentimenti nei loro confronti, imparando a gestirli ed esprimerli adeguatamente. Troppo spesso succede di dirottare le nostre rimostranze su altri che non c'entrano nulla. Invece dobbiamo farci carico della nostra storia e andare oltre, tagliando il cordone ombelicale, i legami perversi, le dipendenze dai copioni, smettendo di aspettarci una qualche comprensione o riconoscimento, smettendo di preoccuparci finalmente di ciò che non ci appartiene ma che ci ostiniamo a portarci appresso: il loro sguardo.

Proviamo a costruire un bersaglio/sfogo/associazione di idee, anche con parole che certamente non diremmo mai ai nostri genitori ma che, talvolta, sentiamo risalirci alle labbra dal profondo. Un percorso che, ad un certo punto, offra magari una via di uscita, mettendo come parola finale, ad esempio, libertà, respirare, lontano, gioia, sole. Una possibile soluzione verso la quale andare man mano che si risolve il bersaglio o i bersagli. A volte, uno non basta. E per le parole ognuno sceglie le sue. Se volete che le pubblichi, bisogna che non siano oscene.

Risolvere/costruire il bersaglio ha il vantaggio di regolamentare il flusso delle nostre emozioni, contribuendo a prepararci emotivamente ad un eventuale successivo confronto vis a vis più calmo e determinato.

Offendere direttamente la famiglia darebbe un senso di svuotamento e liberazione solo momentanea perché presenta degli svantaggi: può comportare un ulteriore deterioramento nei rapporti, una reazione di chiusura totale, sensi di colpa, clima di guerra fredda. 

Possiamo sempre cercare il confronto e, dove impossibile, congedarci, quantomeno grati per aver ricevuto la vita (per quanto possa essere successo accidentalmente e nonostante ce l'abbiano fatta pagare saporitamente). Di certo, in quest'ultimo caso, non avremmo debiti. Dopodiché potremmo andarcene sereni per la nostra strada.

Mi riferisco qui in particolare ai genitori incapaci di assumersi la responsabilità del proprio ruolo, quelli che ci umiliano e svalutano, che non ci amano per ciò che siamo e magari ci tormentano. Non sto pensando ai casi limite. Lì ci vuole la legge, la medicina, un po' di fortuna oltre che forza, coraggio... altro che bersaglio...

Ecco un primo bersaglio da ricomporre. Si parte da "Parenti" e si arriva a "Libertà".

In ordine sparso le parole che, per associazione di idee, anagramma, aggiunta o sottrazione di una lettera, andranno collegate fra loro in modo unico per arrivare gradualmente da "Parenti" a "Libertà".

Parenti      Navigare           Ratto                 Constrictor            Dopo                Saldo

           Boa               Caldo             Soffoca                    Dubito           America            Inferno

Subito          Muori              Serpenti                Topo                 Rotta                 Simbolo

                                 Nave               Debito                  Sbarcare          Libertà 


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Soluzione:

[Parenti/Serpenti/Boa/Constrictor/Soffoca/Muori/Inferno/Caldo/Saldo/Debito/Dubito/Subito/Dopo/Topo/Ratto/Rotta/Nave/Navigare/Sbarcare/America/Simbolo/Libertà].  

03 maggio, 2020

DOMANI INVENTERO'

"Ai confini di ogni confine c'è l'ignoto.  
Se salto, dove andrò?  
E se c'è qualcosa di brutto?  
O di sbagliato?  
E se c'è qualcosa di nuovo?  
Domani inventerò." 
[Domani Inventerò, Agnes de Lestrade e Valeria Docampo, TERRE DI MEZZO editore].
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Domani è il 4 maggio 2020: FASE 2.

In questi giorni ho parlato al telefono con un sacco di gente e raccolto tante preoccupazioni... qualcuna forse mi è rimasta addosso. 

E adesso?

Mi sembra di essere in un libro di storia mentre accade e dentro al telegiornale. Per la prima volta tutto quello che riguardava gli altri, lontani da me, riguarda proprio me. 

E in un colpo solo mi confronto con il passato, il presente e il futuro, con la morte, con la malattia, con un regime, con l'indignazione, il dolore, la paura, l'orrore, la disumanità tutta insieme... 

Per la prima volta sembra che tutto sia collegato e che abbia senso. Un senso profondo e agghiacciante, doloroso, travolgente come un'onda gigantesca, immensa nella sua potenza. 

Una volta, mentre giocavo in un mare agitato, sono stata travolta da un'onda molto grande. Quando pensavo avrei cominciato a risalire, ne è arrivata un'altra a tenermi sotto. In un tempo sospeso, ho assecondato una forza più grande di me e aspettato di venire rilasciata. Non ho pensato al bisogno di respirare, che non potevo in alcun modo soddisfare. Ho atteso di sentire il momento in cui quella forza avrebbe mollato la presa permettendo alle mie forze di reagire. 

Se non avessi fatto quella esperienza adesso non saprei di avere quella resistenza.

In questo tempo sospeso, trattenuta nella mancanza e nel dolore, nel bisogno simbolico di respirare, ho atteso. 

Ma c'è una differenza: trattenuta sott'acqua da un'onda, tutto è passato appena riemersa. Trattenuta dal provvedere a me stessa e a i miei cari da una umanità contorta e perversa, tornare in superficie a respirare non sarà cosa semplice. E ciò che rende l'esperienza molto più terrifica di allora, è la complessità con cui dovrò confrontarmi prima di poter determinare o meno la mia salvezza.

Non ho idea di quando potrò respirare. Il tempo è ancora sospeso anche se gli hanno dato un altro nome. Questo è importante sapere! Altrimenti si rischia di annegare per la disperazione di aver vissuto l'ennesima illusione.

Per sopravvivere non resta che inventare. Succederà di venire spinti giù ancora e ancora. Di venire trattenuti da forze più grandi di noi. Dovremo conservare le forze, prepararci, attendere il momento per scalciare, trasgredire e verremo puniti prima di vedere riconosciuti i nostri diritti... in gioco è il diritto stesso alla vita. 

Siamo ad un confine chiaro: la storia la stiamo scrivendo noi. Era così anche prima, certo, ma non lo sapevamo davvero... a molti di noi sembrava più di camminare su un sentiero. Adesso è chiaro che il sentiero lo stiamo tracciando noi e che eravamo "fuori strada" già prima. Per questo abbiamo paura. La realtà di prima era piena di illusioni che creavano dipendenza e a stento alleviavano i nostri dolori. 

Dunque siamo qui, senza illusioni, senza anestetico, senza medicine, senza strade chiare da percorrere. La nostra sopravvivenza è stata messa fortemente in discussione. Non ci resta che inventare.
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18 aprile, 2020

FELICITA' A MOMENTI

La gioia di stasera è nata così, per non aver lavato i piatti e aver preso per mangiare due piatti molto speciali che non usavo da tempo.

Grecia 2018: ci inerpichiamo con il pick-up su per le strade sterrate più improbabili e raggiungiamo un piccolo paradiso. Mettiamo la macchina -su cui dormiremo- in bolla e prendiamo possesso del luogo.

A. però ha preso freddo, ha mal di testa e vomito e si sdraia un momento… io invece cerco un posto dove andare un attimo in bagno… ma mi accorgo in tempo di un tipo con un binocolo, un militare che si avvicina, ci chiede sorridente come diavolo siamo arrivati fino lì e se ne va. Vado da A. sperando che sia ancora cosciente e gli dico che forse non dovremmo stare lì… lui non reagisce, alzo gli occhi e vedo tornare il tipo in compagnia di altri 6 nerboruti militari, sono nervosa ma… hanno due piatti di tartine, acqua e succo di frutta: un benvenuto speciale per noi amici italiani! Sembrano più degli aiuti umanitari… in effetti sembriamo due barboni. Parliamo di qualcosa, ci stringiamo le mani e, siccome non sembriamo molto svegli, uno dei tipi si trattiene un momento e ci scandisce che quello con cui abbiamo appena parlato è Stefanis Alkiviadis, niente meno che il capo dell'esercito greco. 

Quella sera non sono andata in bagno. A. poi si è ripreso. Stasera abbiamo riso un sacco a
ripensare a quel viaggio.
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07 settembre, 2018

L'ARTE DI FARE LA NANNA

A pochi mesi lo prendevo in braccio e dopo le coccole e una canzoncina, tenendo il ritmo giusto, in pochi minuti, si addormentava. 

Crescendo in consapevolezza, prese giustamente a dire la sua per ogni cosa; si opponeva come per dire 'io comincio a riconoscere che sono diverso da te e mi devi lasciare andare'.

UN RACCONTO PER AMICO

Forse non tutti sanno o si ricordano che ciò che non passa per la propria esperienza difficilmente possiamo capirlo profondamente. Possiamo riuscire a vedere che un altro sta male, magari credergli pure ma non sapremo mai quanto forte sia il suo dolore. Poi c'è anche chi non se lo immagina neppure, chi non riesce proprio a credere a quel dolore e pensa che l'altro la racconti per commiserarsi. 

15 maggio, 2018

IMPERFETTO CON ORGOGLIO

Oggi ho capito una cosa importante: fare un uso emotivo dei puntini di sospensione è quanto mai dannoso per sé stessi, per gli altri e per la lingua scritta.

Lo dicono nei siti che offrono consigli a chi vuol partecipare a concorsi letterari e non essere cestinato prima ancora di essere letto.

19 febbraio, 2018

NESSUNO AL MONDO SI SENTE ALL'ALTEZZA

Dal film Youth - La Giovinezza di Paolo Sorrentino. Una bambina dice ad un attore:

"Io l'ho vista in un film...è il film in cui fa un padre che non ha mai visto suo figlio e lo incontra per la prima volta in un bar quando ha 14 anni. Mi è piaciuto uno scambio di battute, quando tuo figlio dice:

-Perché non hai fatto il padre?

E tu rispondi:

-Pensavo di non essere all'altezza.

In quel momento ho capito una cosa importante...

-Cosa?

Che nessuno al mondo si sente all'altezza...quindi non c'è da preoccuparsi.".

[Ascoltando: Mark Kozelek - Jimmy Lavalle, Ceiling Gazing]

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17 febbraio, 2018

SBARAZZINA

Estate, un caldo boia. Pomeriggio, ore 14. Si parte al volo da Bologna per Firenze, in mtb, con gli zaini in spalla per 3 giorni sempre in sella, con una tenda leggera e quattro cose di sopravvivenza. Il sole è incandescente e l'aria ferma. 

Si parte dalla Val di Zena e si sale verso Pianoro. Non so se ho pianto mentre sudavo pensando a chi me lo avesse fatto fare di partire a quell'ora infame. Possibile che non riesca mai a fare le cose come si deve? Vabbè...schiviamo il colpo di calore e raggiunto l'abitato ci fermiamo a riflettere al primo bar sulla possibilità di arrivare e dove. 

Ripreso fiato e coraggio pedaliamo con un discreto ritmo fino a Madonna dei Fornelli senza fermarci. Arriviamo al crepuscolo e col culo in fiamme cerchiamo un posto per dormire all'aperto con l'ultimo filo di luce; finalmente andiamo a mangiare. 

In pizzeria ci chiedono da dove arriviamo e ci invitano a dormire al campo sportivo, in terra sotto la tettoia, nessuno ci darà fastidio e ci sono pure le docce calde. Così mangiamo con calma, sapendo che non dovremo neppure montare la tenda imbucata chissà dove; facciamo un po' tardi a chiacchierare e solo poco prima di mezzanotte ci alziamo per andare a pagare. 

Alla cassa c'è il pizzaiolo che gioca a carte con la cameriera. Prima che possa accorgermi di stare parlando sento la mia voce dire: 'Eeh, sbarazzino! Ma noi qui siamo dei campioni!'. E prima che potessimo salutare e uscire veniamo invitati a giocare. Perché giocare a sbarazzino da quelle parti è una cosa seria ed è facile prendere una sciocca affermazione per una sfida.

Ci sediamo ad un tavolo: pizzaiolo e cameriera contro di noi. Loro sono molto schicci e professionali...chissà come mai...noi un po' fai da te e io in particolare sembro pure un po' scema, a sentire la cameriera, perché penso anche le mosse praticamente obbligate e questo decisamente la innervosisce. Il fatto è che io giocavo per il piacere della compagnia e non avevo idea di quanto per loro fosse una cosa importante. 

Giochiamo ai 21 punti. Lei mi ha preso di mira e mi deride per ogni mia esitazione e il fatto che cuciamo più volte e per due volte addirittura 7 punti la irrita terribilmente. 

Alla fine vinciamo noi e lei ha quasi un moto di rabbia, si trattiene e propone di continuare...più seriamente...intende...

Allora interviene il marito, il padrone del locale e la invita ad andare a prendere i bambini dai nonni che è tardi e devono dormire...ma lei vorrebbe continuare, non è possibile che abbiano perso, vorrebbe ancora giocare, così lui deve insistere. Comincio a pensare che i bambini siano una scusa, un codice per dirle 'adesso basta!'. C'è un attimo di tensione nell'aria e cerchiamo di sdrammatizzare: sbadigliamo, diciamo che siamo stati proprio bene, la pizza era ottima e la compagnia ospitale ma ci aspettano un sacco di km l'indomani e dobbiamo proprio andare. 

Solo per un secondo penso che sarebbe stato bello, a saperlo di vincere, giocarsi la cena...sarebbe stato più figo raccontare agli amici di aver giocato per non pagare la pizza...forse...ma va bene pure così, ci mancano i debiti di gioco ad incasinarmi la vita. 

Una vittoria leggera e senza conseguenze...tranne che per l'orgoglio della cameriera che si è vista battere da una qualsiasi...sbarazzina! :)

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30 gennaio, 2018

CURIOSITA' [POST N°100]

'Life with Beans' 
Per caso ho scoperto questa simpatica famiglia australiana: una coppia di ragazzi molto giovani con 6 bambini sotto i 5 anni. Wow! Ogni tanto vedo qualche pezzetto di video e mi rallegro! 

Consiglio di non precipitarsi a giudicare
perché ci può essere qualcosa di interessante da imparare prima e si fa sempre a tempo, non c'è fretta. Osservare in silenzio ogni tanto e darsi il tempo di sentire e comprendere le nostre emozioni è una bella esperienza. E poi possiamo sempre criticare la nostra di vita, piuttosto, prendere qualche spunto per cambiare o confermarci nel nostro agire! 

A me, ad esempio, han fatto venire voglia di mangiare più frutta e verdura crudi! Ed anche io adesso mi preparo tavolozze colorate di frutti misti per merenda (da qualche giorno...speriamo che duri!); poi mi han fatto venire voglia di mangiare più spesso in compagnia; e, osservando i bimbi mangiare da soli, ho confermato ancora una volta alcune convinzioni educative che ho e che, incredibilmente, vanno un po' controtendenza rispetto ai metodi usati in molte delle famiglie italiane che incontro per lavoro: il momento del pasto in casa molto spesso non viene vissuto bene dai genitori che preferiscono imboccare i bambini molto a lungo, non riuscendo a sopportare che mangino con le mani e che sporchino in giro; in parte anche perché non sanno se è giusto ed hanno paura di dare dei vizi, così si rassicurano che tanto lo faranno all'asilo dove sanno come fare ad insegnare e dove pulisce qualcun altro...e talvolta aspettano che i bambini imparino almeno un po' a mangiare da soli in quelle occasioni (tanto ormai ci vanno appena nati) e li lasciano fare a casa solo una volta 'imparati'...

Forse se vedessero questi video si rassicurerebbero che è tutto ok...che è una fase fondamentale e transitoria quella di mettere le mani nel piatto! In fondo, abbiamo tutti bisogno di rassicurazioni sui bambini nel nostro isolamento condominiale ed esistenziale.

E poi ci sono tanti altri spunti e curiosità...qualche perplessità ma, in realtà, ho visto davvero pochi frammenti di video per ora e tante cose sembrano funzionare davvero bene. A me questa famiglia mette buon umore...soprattutto quando arriva la frutta :D ! Sul pubblicare la propria vita familiare in un vlog...in questa società virtuale e liquida...perché no...magari ha un risvolto costruttivo in questo caso più che in altri...e poi io che posso dire in proposito che scrivo della mia vita su un blog?!

Insomma...per adesso mi sento di pubblicarlo come esempio sostanzialmente positivo...se cambio idea...rettifico.

Buona visione critica a tutti!

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OGGI MI SENTO UN PO' COSI'...


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24 gennaio, 2018

OROSCOPO DI (S)CONSOLAZIONE

ACQUARIO 18/24 Gennaio 2018 Rob Brezsny
"Quando si chiude una porta, se ne apre un’altra” diceva l’inventore Alexander Graham Bell. Ma spesso continuiamo a guardare così a lungo e con tanto rimpianto la porta chiusa da non vedere quella che si è aperta. Tienilo presente, Acquario. Prenditi tutto il tempo necessario per piangere su un’opportunità perduta, ma non più del tempo necessario. L’alternativa a quello che non c’è più si presenterà prima di quanto credi".

A me più che una porta si è chiuso uno scuro...sul dito...e il nuovo lavoro è stato per ora solo rimandato...non ho fatto a tempo a rimpiangere niente...a parte quello che avrei potuto svolgere nel presente per guadagnare qualcosa in questa epoca di precariato.

L'alternativa...la desidero fortemente...almeno il tempo necessario per pagarmi le spese di questo periodo un po'...infortunato. E poi magari un universo parallelo dove anche io trovo il mio posto e riesco a vivere di quello che sono.




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CONIGLI E PAESI DELLE MERAVIGLIE

Nodo delle Guide Doppio con Frizione,
detto Coniglio.
L'altro giorno gironzolando sono passata vicino all'ingresso di una grotta nota e, con la testa infilata dentro a quella particolare tana, ci ho visto un coniglio. Così ho riflettuto (con ritardo) che tra noi e un paese delle meraviglie c'è spesso un coniglio che, appena prima di sparire inghiottito dal buio, si gira a guardare verso l'ingresso. Quando la nostra vista si è adattata all'oscurità, possiamo vedere il suo musino e le sue orecchie lunghe. Poi, via, cominciamo a scendere inseguendo la sua coda, giù nell'abisso, dove l'avventura chiama.

Alice non era altro che una speleologa. E le grotte, per alcuni, sono dei paesi delle meraviglie!

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23 gennaio, 2018

SI PUO' FARE DI SDRAMMATIZZARE?

Dopo aver visto lo stato del mio dito ricucito...il mio medico e la sua infermiera non han potuto trattenere orrore e spavento e, dopo qualche eterno secondo di silenzio sgomento, mi hanno solo detto che...'sì, ecco, per recuperare (forse) ci vorrà del tempo'. 

Quando hanno alzato lo sguardo e mi hanno trovata con la testa appoggiata sulla scrivania pallida come un cencio...han deciso di sdrammatizzare l'avvenimento: insomma, potrebbe essere peggio di così...

Con calma, dignità e classe...ho preso bene l'informazione...


...ed ho deciso pure io di sdrammatizzare! Forte dell'incoraggiamento, ho sentito profondamente che ogni cosa andrà bene, contro ogni previsione! Che recupererò la funzionalità del mio dito così grossolanamente ricucito. Perché si può fare, vero, di recuperare?


Infine, dopo aver fatto un giro sul lettino perché per l'emozione vedevo tutto nero...ho salutato e mi sono appropinquata all'uscita non prima di qualche strana cerimonia che nascondeva il mio bisogno di rassicurazione e tutta la mia sostanziale paranoia...in fondo non so neppure io a cosa sto andando incontro...


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18 gennaio, 2018

PAUSA DI INCORAGGIAMENTO


Mah, speriamo...

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17 gennaio, 2018

GENIO E DIVERTIMENTO


Nel condominio dove abitavo con mia madre, il vicino di sopra era (è) musicista e suonava il contrabbasso. Dovete immaginarvi una cosa così come nel video sopra...ogni tanto nel silenzio...lui cominciava a suonare...e io mi fermavo ad ascoltare.

Io non ho una cultura musicale; i miei (in senso lato: madre e nonni materni), se l'avevano, non l'hanno condivisa più di tanto con me, ma dubito...comunque non hanno voluto che mi avvicinassi alla musica da bambina perché non ero un genio...dopotutto, ho ricevuto una pianola giocattolo in regalo e io non sono stata all'altezza delle aspettative. Mi hanno detto: 'vediamo cosa sai fare'. Stavano pensando a Mozart. Mio nonno era ossessionato dal genio e lo ricercava in me. Per una questione di riscatto personale, dovuto, ovviamente, alla sua storia familiare.

E dire che avevo subito imparato a suonare la musica della Barilla! Ma non facevo nessuna improvvisazione particolare, niente che facesse pensare che valessi la pena di investire soldi e tempo. 'Abbiamo provato, ma non hai il genio, quindi è inutile insegnarti a suonare uno strumento'...

Mio nonno purtroppo non concepiva l'idea di imparare per divertirsi. Tutto doveva essere funzionale...E voleva la perfezione, altrimenti non valeva la pena fare niente. 'A che serve?'. 

E io come te lo spiego?

Ad ogni modo, alla scuola materna avevano pure chiamato mia madre a vedere i miei disegni perché dicevano che ero sopra la media: forse un genio! Panico generale. Non l'avessero mai fatto. Mio nonno da quel momento mi ha messo alla prova con più convinzione: perlomeno, adesso, si sapeva il mio campo d'azione! Mi proponeva di rappresentare delle cose per lui complesse per un bambino...lui geometra che progettava strade...mi faceva interpretare delle gallerie, ad esempio...uno dei miei disegni l'ha persino appeso al muro nel suo studio...un onore...ma sentivo una certa pressione...

Poi qualcosa è successo. Deve essere successo qualcosa perché, mi ha detto, che fino a 6 anni, secondo lui, ero fuori dal comune ma poi il mio dono è come andato perso! Via, si è volatilizzato, è scomparso. E così niente scuole dove disegnare. Alle superiori un bel liceo scientifico che apre tutte le strade. Lui diceva di capire solo i numeri e mi insegnava la matematica e il disegno tecnico. Forse era il suo modo per parlarmi. Sperava di trovare un linguaggio comune. Ma io non ho mai imparato ad esprimermi e, un fallimento dopo l'altro, sono stata una delusione. 

Oggi che ha 86 anni l'ho convinto io a scrivere un diario. C'è voluto un anno di sottili manipolazioni da parte mia per convincerlo ma l'impegno e il tempo hanno ripagato e adesso si diverte, mi scrive, mi dice che lui ha sempre scritto numeri e che non ci aveva mai pensato di poter scrivere racconti. E ne è felice e compiaciuto. Avrà forse scoperto il genio in sé stesso? Non ci voglio pensare...Comunque finalmente ci capiamo e riusciamo a comunicare. 

A differenza di mio nonno, che mi trattava come avesse avuto a che fare con un adulto ma con affetto, mia madre invece mi ha sempre presa in giro ed è sempre stata invidiosa di me. Mi aveva smollato ai nonni ma poi era gelosa di quanto ricevessi. Quindi il patto inconscio era che io avessi solo ciò che era necessario o che a lei non interessava. Comunque, io da bambina non so se sono stata un genio ma da un certo momento in poi ho sicuramente disegnato come tutti i bambini: all'inizio, testoni e grandi mani piene di ditini, una striscia per il prato in basso e una per il cielo in alto...e mia madre ricordo che ne approfittava per riprendermi e spruzzarmi un po' del suo disprezzo: 'Insomma, ma non vedi che abbiamo solo 5 dita e non tutte quelle che disegni tu?', 'E' ridicolo il tuo disegno!'...fino a darmi della ritardata. Accidenti...dalle stelle alle stalle! Un semplice 'normale' sarebbe andato bene.

Così, il mio primo lutto importante fu quello per il mio primo dono perso e per il lutto che ha vissuto mio nonno di conseguenza. Non so chi abbia sofferto di più all'epoca, io so solo che questo dispiacere ha contribuito a condizionare la mia sicurezza in me stessa e una parte della mia vita. Comunque...

...cose che vanno e cose che restano! Perché da bambina qualcosa mi è stato concesso: imparare a sciare, ad esempio. Per mio nonno in quello ero dotata e comunque lo sport si sa che è importante nella vita. Via coi cugini, alle mie prime rimostranze aveva subito decretato che non era cosa; poi gli è stato detto che così fanno tutti i bambini, le prime volte...bisogna provare un po' prima di desistere. E lui ha ascoltato, poi imparare facile ha aiutato, così come appassionarmi da girare da sola per le piste e gli impianti per tutto il giorno, instancabile. Ma ho ricevuto fiducia e mi sono divertita e finalmente ho potuto sfogare in qualche modo lo stress della mia vita. Ogni tanto incontravo mio nonno sulle piste o nei rifugi durante le tempeste...voleva sapere se ero stanca e volevo rientrare. Ma io sciavo fino al buio e con qualunque tempo e lui mi lasciava fare. In quello le nostre nature si sono incontrate: non sprecavo un minuto, né una lira dell'investimento fatto su di me in quel momento, anche se per me, era chiaro, non avrebbe mai portato ad un riconoscimento. Con la mia emotività neppure le gare della scuola potevo fare. Eppure mi veniva concesso. Per lui 'avevo quel quid', come mi diceva, e ciò bastava a giustificare la spesa e, aggiungo, il suo sacrificio!

Anche questo mi ha condizionato nella vita, in positivo però e ancora oggi mi diverto, ovviamente quando gli altri miei traumi me lo concedono.

Insomma, la vita è un bel casino, c'è continuamente da imparare, da scoprire parti di sé stessi e le cose si possono sempre aggiustare, più o meno. Ad ogni modo, è tutto talmente complesso che non si può dare quasi mai niente per perso! Perché ci si può ritrovare un giorno a fare qualcosa a cui si era rinunciato, proprio come faccio io adesso. Ci si può prendere delle pause di riflessione...per ascoltarsi, ritrovarsi e, così rinnovati, proseguire. Ed è importante fare per star bene.

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16 gennaio, 2018

EBBREZZA DA CAPPUCCINO

Da quando non mi fa più andare in bagno, il cappuccino mi va tutto al cervello. Ha un effetto antidolorifico e felicitante: provo una sorta di ebbrezza leggera, un principio di narcosi d'azoto...come quando in immersione scendevo sui 40 metri e improvvisamente quel fastidioso dolore alla pinna, quel punto di freddo, quell'indolenzimento alla schiena passava e sorridevo mentre cercavo di ricordare qualche cosa a memoria per controllare di non esagerare con la gioia. 
L'ebbrezza da profondità e l'effetto del cappuccino sul mio cervello sono molto simili. Il secondo è anche abbastanza facile e pratico procurarselo all'occorrenza, per mia fortuna...
Sono felice di aver trovato una droga efficace, legale e adatta alle mie tasche. E che la mia dipendenza sia tutto sommato...leggera. Purtroppo, nella nostra cultura della sofferenza e della colpa, se qualcosa può fare molto bene, togliendo potere a chi troppo vuole, lo dichiarano illegale: o paghi un prezzo alto in salute e denaro o non è concesso di procurarsi senza conseguenze un sollievo...ovviamente per alimentare il circolo vizioso del consumo e dello sfruttamento. 

Mi accontento del cappuccino per il momento: sono davvero fortunata che mi basti un po' di caffè e latte ogni tanto per sentirmi sollevata.

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15 gennaio, 2018

PERCHE' L'ANIMA PRENDE FUOCO...


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04 gennaio, 2018

LA VITA E' RITMO!


Devo essermi distratta a lungo...per questo mi inzuccavo dappertutto e mi imbalzavo continuamente in questa mia vita divenuta talvolta eccessivamente disordinata, dissonante, muta, sorda e ferma...

C'è bisogno di ritmo nella vita quotidiana...un ritmo che tenga conto di quello fisiologico che ci appartiene da sempre e che talvolta diamo per scontato e che forziamo o stressiamo eccessivamente anche oltre le sue possibilità. 

Ascoltiamo il nostro ritmo, ascoltiamo quello degli altri e creiamo una musica insieme, ognuno nella sua unicità e differenza ma in accordo con gli altri...ognuno portatore di qualcosa di diverso e interessante, che nutre e sostiene il ritmo di tutti.

Buon ritmo a tutti allora.

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03 gennaio, 2018

IL MONDO E' FANTASTICO...A COLAZIONE



Disegno di Isol, illustrazione di Il Palloncino...
[Camilla, la protagonista dell'albo illustrato sopraccitato, oltre a chiamarsi come avrei dovuto chiamarmi io se non ci fosse già stato il cane a chiamarsi così, ha una mamma proprio come la mia!].

Quando ero piccola, durante la colazione ero praticamente esente da maltrattamenti. Venivo servita di latte e biscotti in un clima disteso.

Mia madre aveva fatto in tempo a ricevere e interiorizzare questa semplice ma premurosa attenzione dal padre prima che lui morisse. E io me la godevo tutta.

La colazione era l'unico momento di tregua tra di noi, evidentemente reso possibile da una temporanea disponibilità emotiva di mia madre. 

Durante tutta la mia tribolata infanzia assieme a lei, ho avuto circa 15 minuti di pace ogni giorno lavorativo dell'anno. Nei festivi dovevo aspettare che lei si svegliasse e non sempre riuscivo alla perfezione...

Quel piccolo, sincero gesto di accordo è forse il ricordo migliore della convivenza con mia madre.

E' stato così che si è conservato e tramandato un rito di felicità nella mia famiglia.

Ancora oggi, quale che siano gli affanni che mi aspettano nella mia giornata, a colazione non penso a niente e me la godo. Bisognerebbe che sapessi utilizzare questa capacità di tregua al bisogno, in qualunque momento del giorno. Invece padroneggio quest'arte solo a colazione, così come ho imparato in quell'occasione.

Pazienza...Non si può mica avere tutto! 

Non vedo l'ora che sia domani per fare colazione.



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31 dicembre, 2017

NELL'ULTIMO GIORNO DELL'ANNO, IO DICO ADDIO...


Nell'anno '99 di nostra vita 
io, Francesco Guccini, eterno studente
perché la materia di studio sarebbe infinita
e soprattutto perché so di non sapere niente,
io, chierico vagante, bandito di strada,
io, non artista, solo piccolo baccelliere,
perché, per colpa d'altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,
io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
ai riflettori e paillettes delle televisioni,
alle urla scomposte di politicanti professionisti,
a quelle vostre glorie vuote da coglioni...
E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
alle diete per mantenersi in forma smagliante
a chi parla sempre di un futuro trionfale
e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
alle magie di moda delle religioni orientali
che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l'umiltà...

Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
due soldi d'elementari ed uno d'università,
ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...
Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra, democratico,
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai,
a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l'unica fede in cui sperare...

Nell'anno '99 di nostra vita
io, giullare da niente, ma indignato,
anch'io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile...mio amico...

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Ma s'io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni 
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni; 
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il "crucifige" e così sia, 
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato... 

Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante, 
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d'un cantante: 
giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo, 
e un cazzo in culo e accuse d'arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta... 

Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa, 
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia; 
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi: 
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso... 

Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare, 
godo molto di più nell'ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare... 
se son d'umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie: 
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo... 

Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista, 
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista! 
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino, 
io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare! 

Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento? 
Ovvio, il medico dice "sei depresso", nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento. 
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro: 
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco! 

Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni, 
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni... 
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete, 
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate! 

Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso, 
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso 
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare: 
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto! 

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