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17 giugno, 2024

SPARGERE LE CENERI

Di nuovo qui. Dopo aver sparso legalmente le ceneri di mia madre insieme ad altre persone estranee su un battello che doveva sbrigare questa noia il prima possibile. 

Siamo partiti a busso, veloci come il vento e tra gli spruzzi. Forse volevano aiutarci a mimetizzare le lacrime e distrarci gli uni dagli altri nello sforzo di mantenerci seduti ognuno al proprio posto, anziché ammassati gli uni sopra agli altri a causa dell'inerzia dei nostri corpi. 

Abbiamo buttato le ceneri in fila, le une sopra le altre -mia madre avrebbe avuto da ridire- ma c'era corrente e forse si sono schivati. 

Però c'era anche vento e mia madre si è parzialmente spiaccicata sulla poppa della barca. Forse era l'unica lì sopra e da lì c'era una vista magnifica verso la sua spiaggia preferita. 

Poi si è tuffata e ha nuotato con mia nonna che in realtà era un delfino prima di diventare mia nonna e quindi anche mia madre era un delfino e ora nuotano e si tuffano felicemente nel loro mare preferito. 

Io spero di non venire mai sparsa là perché dev'esserci stato un equivoco al momento della scelta, non sono un delfino e potrei litigare con tutto l'aldilà per l'eternità.

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05 maggio, 2020

PANDEMIA ESISTENZIALE

Personalmente è come se avessi vissuto più di una pandemia nella mia vita.

Ho passato più volte lunghi periodi chiusa in casa per tutelarmi da un nemico invisibile ma reale quanto il coronavirus. La capacità di fare del male che è in ognuno di noi potrebbe assomigliare ad un virus: non la vedi, tutti potrebbero essere positivi per quanto asintomatici, non ha confini finché non li strutturi... e non sai quando l'hai incontrata finché non inizi a stare male.

Quindi sì, mi sono fatta diverse quarantene in vita mia, ogni volta che il mio corpo non sopportava più l'esposizione al male dell'altro, forse perché emotivamente fragile rispetto alla cattiveria, avendone vissuta tanta in infanzia e adolescenza.

A pensarci bene io adesso non ho paura del virus, che ho già preso, ma della cattiveria degli altri scatenata dalla loro angoscia e di cui non mi è mancata esperienza in questi due mesi di travagli. Ho paura dell'umanità, umanità che qualcuno aveva già assimilato per comportamento proprio a quella dei virus...

E voi invece? Di cosa avete paura? Com'è non essersi ammalati e non sapere come potrebbe essere passarci?
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18 aprile, 2020

FELICITA' A MOMENTI

La gioia di stasera è nata così, per non aver lavato i piatti e aver preso per mangiare due piatti molto speciali che non usavo da tempo.

Grecia 2018: ci inerpichiamo con il pick-up su per le strade sterrate più improbabili e raggiungiamo un piccolo paradiso. Mettiamo la macchina -su cui dormiremo- in bolla e prendiamo possesso del luogo.

A. però ha preso freddo, ha mal di testa e vomito e si sdraia un momento… io invece cerco un posto dove andare un attimo in bagno… ma mi accorgo in tempo di un tipo con un binocolo, un militare che si avvicina, ci chiede sorridente come diavolo siamo arrivati fino lì e se ne va. Vado da A. sperando che sia ancora cosciente e gli dico che forse non dovremmo stare lì… lui non reagisce, alzo gli occhi e vedo tornare il tipo in compagnia di altri 6 nerboruti militari, sono nervosa ma… hanno due piatti di tartine, acqua e succo di frutta: un benvenuto speciale per noi amici italiani! Sembrano più degli aiuti umanitari… in effetti sembriamo due barboni. Parliamo di qualcosa, ci stringiamo le mani e, siccome non sembriamo molto svegli, uno dei tipi si trattiene un momento e ci scandisce che quello con cui abbiamo appena parlato è Stefanis Alkiviadis, niente meno che il capo dell'esercito greco. 

Quella sera non sono andata in bagno. A. poi si è ripreso. Stasera abbiamo riso un sacco a
ripensare a quel viaggio.
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19 giugno, 2019

VELOCE COME IL VENTO


Vacca boia... sta psico del cazzo alla fine mi ha fatto crescere delle radici e la fiammella vitale! Avevo raggiunto la vitalità di un tossicodipendente, ormai ero finita. Non credevo più a nulla, non mi fidavo più di nessuno, non avevo più nessun desiderio. Solo stanchezza. Poi, sostenuta dall'affetto, giorno dopo giorno, casino dopo casino, provando e riprovando, qualcosa si è riacceso e sono ripartita. Una fatica. Quanto è andato sprecato. Come avere una macchina da corsa e farci la spesa. Dopo un po' si ingolfa, si ferma e non vuole più ripartire.

Ogni tanto riguardo 'Veloce come il vento' e sono proprio come Accorsi quando pensa di venir mollato dalla sorella e comincia a predicare che non ci si può fidare e poi lei invece gli si affida e lui si emoziona, ha una possibilità e poi un'altra ancora, fanno un casino dopo l'altro finché non imparano ad essere una famiglia. E l'umorismo salva. Aiuta a sdrammatizzare questa cazzo di fottuta vita di merda. Così chiama Allegria il fratellino triste e lo fa sorridere andando contro tutte le regole. Ma si fa male. Si fanno tutti male. Eppure ce la fanno. E non c'è altro modo per quelli come noi. Provando e riprovando e facendo e facendosi male. Alla fine poi forse ce la facciamo. Bisogna non aver paura di soffrire. E lui è un eroe. Un testimone per i suoi fratelli dopo che è morto il padre. E la sua vita è valsa la pena. Così, scombinato com'era.


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24 ottobre, 2018

NEL SILENZIO

Ore passate nel silenzio a riascoltare quanto detto, nella preoccupazione di aver ferito, di non aver capito, nel dolore di aver sbagliato. Così non dormo. Il silenzio è solo intorno, dentro le voci si accendono. Chiudo gli occhi -arriverà lo sfinimento?- ma quelli si riaprono dentro: è ancora come di giorno, le luci, le persone, ogni cosa si ripete. Vorrei accettare ciò che è accaduto, domani farò diverso, adesso ho sonno. Impossibile dormire, prima devo rivivere tutte quelle storie.

All’inizio sospiro, non le sopporto, ho troppo sbagliato! Ma ad ogni rivisitazione, gli errori pian piano prendono posto nella mia comprensione, si allenta la tensione e solo dopo molte passate, succede, finalmente, di dormire.

Il mattino arriva presto e non c’è più modo di riposare: di giorno non ci sono scuse, è vietato lasciarsi andare. Solo per un film o un libro ma senza veramente dormire.

Tutto inizia quasi ogni sera, dopo cena e solo dopo essermi distratta: allora mi addormento per caso sullo scomodo divano, mentre sono arrotolata dentro ad una coperta e appoggiata a qualcuno. E’ un sonno perfetto. Appena resto sola però mi sveglio perché dentro si accorgono che è notte e di quel vuoto nel silenzio.

Così cominciano a parlarmi per riempirlo e io non so fare altro che ascoltarli. Passano le ore, in mezzo a quella folla di persone e ascolto e riascolto le nostre parole e tutte quelle storie…


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08 aprile, 2018

GIOCARE COL FUOCO

Risaliamo di corsa il pendio tra gli alberi e, appena fuori, ecco le fiamme. E' un incendio e il fronte sembra molto vasto. Brucia il basso paleo per centinaia di metri e si sta insinuando tra le prime piante ai margini del bosco.

22 gennaio, 2018

ZITTI TUTTI

  
Non so di cosa possa essere stato capace l'amore materno e paterno di questi giovanissimi campioni per riuscire così bene ad individuare e canalizzare il talento dei propri figli...

Ad ogni modo non posso che emozionarmi di fronte a quella che per me è la perfezione! Ed erano perfette anche le atlete sotto di molti punti.

Stamattina mi sono svegliata riflettendo sul fatto che io non sono capace di regolare il traffico dei miei pensieri: sono loro che decidono quando sia il momento di essere pensati. E se io per caso mi sono assentata, che so, dormendo, ad esempio...loro mi appaiono in sogno. Insomma...non ho tregua!

Così penso a questa pattinatrice eccezionale; poi penso a me che con una testa così finirei per pensare una cosa inutile tra una piroetta e l'altra, una cosa qualsiasi, di nessuna importanza esistenziale ma prepotente perché autorizzata da anni di intrusioni nella mia attenzione dei pensieri inutili dei miei genitori. E finirei per cadere. E sarebbe così tutte le volte, non ci sarebbe una esibizione perfetta fino in fondo, mai. 

Non pretendo una tale capacità di concentrazione da non avere la minima esitazione...solo un po' d'ordine: momenti in cui dire 'zitti tutti' e poter decidere a cosa pensare senza essere travolta...

Buona concentrazione a tutti!

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16 gennaio, 2018

EBBREZZA DA CAPPUCCINO

Da quando non mi fa più andare in bagno, il cappuccino mi va tutto al cervello. Ha un effetto antidolorifico e felicitante: provo una sorta di ebbrezza leggera, un principio di narcosi d'azoto...come quando in immersione scendevo sui 40 metri e improvvisamente quel fastidioso dolore alla pinna, quel punto di freddo, quell'indolenzimento alla schiena passava e sorridevo mentre cercavo di ricordare qualche cosa a memoria per controllare di non esagerare con la gioia. 
L'ebbrezza da profondità e l'effetto del cappuccino sul mio cervello sono molto simili. Il secondo è anche abbastanza facile e pratico procurarselo all'occorrenza, per mia fortuna...
Sono felice di aver trovato una droga efficace, legale e adatta alle mie tasche. E che la mia dipendenza sia tutto sommato...leggera. Purtroppo, nella nostra cultura della sofferenza e della colpa, se qualcosa può fare molto bene, togliendo potere a chi troppo vuole, lo dichiarano illegale: o paghi un prezzo alto in salute e denaro o non è concesso di procurarsi senza conseguenze un sollievo...ovviamente per alimentare il circolo vizioso del consumo e dello sfruttamento. 

Mi accontento del cappuccino per il momento: sono davvero fortunata che mi basti un po' di caffè e latte ogni tanto per sentirmi sollevata.

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03 gennaio, 2018

IL MONDO E' FANTASTICO...A COLAZIONE



Disegno di Isol, illustrazione di Il Palloncino...
[Camilla, la protagonista dell'albo illustrato sopraccitato, oltre a chiamarsi come avrei dovuto chiamarmi io se non ci fosse già stato il cane a chiamarsi così, ha una mamma proprio come la mia!].

Quando ero piccola, durante la colazione ero praticamente esente da maltrattamenti. Venivo servita di latte e biscotti in un clima disteso.

Mia madre aveva fatto in tempo a ricevere e interiorizzare questa semplice ma premurosa attenzione dal padre prima che lui morisse. E io me la godevo tutta.

La colazione era l'unico momento di tregua tra di noi, evidentemente reso possibile da una temporanea disponibilità emotiva di mia madre. 

Durante tutta la mia tribolata infanzia assieme a lei, ho avuto circa 15 minuti di pace ogni giorno lavorativo dell'anno. Nei festivi dovevo aspettare che lei si svegliasse e non sempre riuscivo alla perfezione...

Quel piccolo, sincero gesto di accordo è forse il ricordo migliore della convivenza con mia madre.

E' stato così che si è conservato e tramandato un rito di felicità nella mia famiglia.

Ancora oggi, quale che siano gli affanni che mi aspettano nella mia giornata, a colazione non penso a niente e me la godo. Bisognerebbe che sapessi utilizzare questa capacità di tregua al bisogno, in qualunque momento del giorno. Invece padroneggio quest'arte solo a colazione, così come ho imparato in quell'occasione.

Pazienza...Non si può mica avere tutto! 

Non vedo l'ora che sia domani per fare colazione.



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25 dicembre, 2017

RINASCITA...ROCK

Dopo essere stato bistrattato al lavoro da un paio di bambini discoli, il mio lettore mp3 ha cominciato a manifestare segni di insofferenza: funzionava a intermittenza e passava sempre Thunderstruck degli AC/DC al posto di Bob Geldof; infine si è chiuso definitivamente nel silenzio assoluto. 

Io ho provato a caricarlo, a scusarmi...ho persino fatto un fioretto: se esci dall'isolamento imparo a memoria per intero I Pirati una volta per tutte, la canto al corso e non vedrai mai più un bambino! 

Niente!

Dopo un mese di tentativi di accensione sempre attaccato alla corrente, decido di staccare la spina.

Passano altre settimane, sono super impegnata e quando gli passo davanti riesco a malapena a lanciargli uno sguardo affettivo. Al corso canto I Pirati...

Ma a Natale sono a casa...mi alzo riposata e voglio fare un altro tentativo.

Attacco la spina, lo avvio e...si illumina! Sono stupefatta! Mi presenta persino il menù...io schiaccio play e lui comincia a suonare gli AC/DC!!! Ma solo perché sono i primi della lista perché poi attacca con gli Aerosmith, Alanis Morissette e tutti i cantanti con la A e poi quelli con la B, ecc...

Che inaspettata rinascita rock per questo Natale! 



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AUGURI

Mi sento ispirata per degli speciali auguri a questa umanità che, per comodità, divido in tre gruppi: gli adulti, i bambini e tutti gli altri che vivono in un Limbo tra i due.

Auguro a tutti i bambini che possano vedere soddisfatti i propri bisogni primari, che possano così crescere sereni e andare verso i propri desideri pieni di fiducia e di tanto amore nel cuore.

Auguro a tutti gli adulti di essere consapevoli, responsabili e capaci di amare. Capaci di interrogarsi sul proprio agire, di mettersi in discussione, di ammettere di sbagliare e quindi di cambiare!

I bambini sono bambini, fanno il loro faticoso lavoro che è crescere e crescere non è facile. Anzi, crescere è proprio difficile, per non dire impossibile, quando gli adulti non sanno cosa devono fare; quando equivocano i bambini, li trascurano o li minacciano di perdere il loro amore. Il compito degli adulti verso i bambini consiste nel rassicurarli, nell'incoraggiarli, nell'avere fiducia in loro e nel contenerli affettivamente quando fanno le prove di tenuta.

Infine, auguro a chi come me sta nel Limbo tanta energia e coraggio per continuare a sognare e lottare per andare avanti con fiducia e fierezza.

Buona rinascita a tutti!

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03 dicembre, 2017

(ANI)MALI DI STAGIONE



In autunno le cimici arrivano a popolare gli anfratti delle mie finestre brontolando e protestando ogni volta che le apro e le chiudo; camminano sui miei tappeti ed esplorano ogni oggetto della mia casa. Anche ora che sto qui a scrivere ce n'é una che ha esplorato ogni centimetro della scrivania.

Buttarle fuori è inutile: ne raccolgo una da terra e la caccio fuori dalla finestra con un cricco. Richiudo la finestra, mi giro...e la ritrovo nello stesso punto dove l'avevo vista...

Fallito l'invito a traslocare, mi rassegno ad ospitarle. Ma sono invadenti e, soprattutto, sono ovunque. Quando mi siedo sul divano, subito sale un odore sgradevole: stava sotto la coperta come un gatto! Accendo allora un bruciatore di essenze alla menta, mi sdraio con un libro e mi addormento mentre lo leggo...quando mi sveglio lo richiudo e puff...altra spruzzata...

Mi alzo piuttosto irritata e decido di passare l'aspirapolvere per sfogare. Ma un terribile odore, penetrante all'ennesima potenza, prevale su qualsiasi altra essenza: ne ho vaporizzata una!!!

Adesso ho la nausea, mi brucia la gola e non mi sento tanto bene: temo un'intossicazione! Spero solo che con la primavera, come si dice, passino gli (ani)mali di stagione!

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27 novembre, 2017

INSETTI SPIRITOSI

Sono a letto, ormai mi addormento. Ma qualcosa bzzzzzzza e mi disturba. La ignoro, se non ci penso non fa niente. Bzzzzzzzzzzz, TAC, ce l’ho sulla faccia…la mando via…Sono sicura che tra un attimo non la sentirò più…Bzzzzzzzzzza, bzzzza, BzZzZzZza, STAC…ma ce l’ha con me allora…mamma…sussurro indecisa…un po’ spaventata…potrebbe pungermi? Bzzzz, BzZZza, TAC, Bza…mamma, MAMMA!!!
‘Che c’è? E’ tardi, dormi!!!’
‘Ma c’è una bestia in camera’.
‘Cos’è?’
‘Non lo so, vieni qua’.
‘Lo sai che ho paura degli insetti, cos’è’.
‘Non lo so, non l’ho mai visto, vola e fa BzZzZza-TAC, ma perché hai paura? Puoi venire per favoreeee’.
Si affaccia in camera.
‘Dov’è?’.
‘Ma non lo so, forse nel letto’.
‘BzZzZzZ, BzZzZa, Tac’
‘AAAAAAh, è una cimice, vieni via da lì, sbrigati’.
‘Che cos’è una cimice? Ma sei sicura che sia pericolosa?’
‘Se preferisci dormire lì, fai pure, io dormo sul divano’.
A casa mia c’era solo un letto dove dormivamo entrambe. Così dormiamo sul divano in due.
Il giorno dopo mia madre chiama mia nonna a liberarci. Io mi affaccio nella camera e la individuo: sta appesa in fondo ad un filo che spenzola dal comodino…e fa l’altalena!

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20 novembre, 2017

SALTO NEL VUOTO

Camminiamo da ore su per una montagna dai fianchi erbosi; la roccia è calda e rossastra. Sono partita da sola ma raggiungo un gruppo di persone con una guida…non posso superare ma ormai siamo vicini alla cima. Così cammino in coda. Parlano di mangiare e mi viene pure fame.
Camminando dietro di loro rallento il mio passo nervoso e mi godo il panorama…in questi momenti mi sento così piena di senso…al mio posto nel mondo.
Siamo quasi in cima quando la terra trema: ci acquattiamo ma arrivano giù sassi da sopra e istintivamente saliamo ancora. La guida del gruppo invita tutti a continuare perché su potremo forse proteggerci.
La cima è sostanzialmente vuota: una caverna, un salone ampio, sembra scolpito. Ci stiamo tutti.
Un’altra scossa, poi un’altra ancora. Tutto trema. Alla calma iniziale scaturita dal senso di protezione di quella solida cupola sopra alla testa subentra il panico generale quando constatiamo che il soffitto di quel posto sta scaricando sassi che ci piovono addosso.
La guida suggerisce di stare vicini, di non allontanarci, dice che non c’è più niente da fare. Ma se devo morire allora…voglio volare.
Così mi lancio nel vuoto, precipito…e mi sveglio.

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14 novembre, 2017

IN SCIOLTEZZA

Infiliamo una strettoia dove si passa a fatica e strisciamo alla ricerca di una via che porti a nuovi vuoti dove proseguire ad esplorare.

Mentre procedo spingendomi con ogni parte del corpo come fa un feto per venire al mondo, l'umido pungente, la roccia dura e dolorosa su cui sono sdraiata rinnovano la loro freddezza ogni metro che avanzo.

E porcaccia la miseria, il cunicolo chiude.

Facciamo una miracolosa inversione di marcia e ripartiamo a strisciare di testa ma che fatica bestia!

Ad un tratto sento un rumore spaventoso, cupo e mi sento rabbrividire. Sembra il rumore provocato da una inondazione. Ma cos'è?

E' la mia pancia: sto per farmela addosso.

Mi concentro, osservo il terreno su cui sto strisciando e vedo che davanti a me c'è un buco. Come una contorsionista mi muovo fino lì, mi sfilo la tuta, mi calo le brache, infilo il culo nel buco e lascio andare! Che liberazione! Per fortuna ho dei fazzolettini.

Come Catherine Zeta Jones in Entrapment schiva i laser, così io schivo la latrina improvvisata e mi rivesto come mi son spogliata. Poi filo via...in scioltezza, lasciando dietro di me, al compagno di avventura, la sfida di passare...con disinvoltura.



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12 novembre, 2017

ALLA DERIVA...MA DOVE VOGLIO


E' fine estate e siamo rimasti in pochi. Il vento e le raffiche non mollano da un mese. Dopo qualche giorno su una deriva a due posti, l'istruttore acconsente a farmi provare il laser. Quando arrivo la mattina alla spiaggia per armare la barca sono carica come un leone.

La mia esperienza di vela è poca e raffazzonata, mentre rilevanti sono il mio entusiasmo e la mia determinazione.

Usciamo. Dietro di me, sul gommone, c'è l'istruttore che oltre a raccattarmi in caso di necessità mi suggerisce cosa fare. Non accetto compromessi, un'andatura tranquilla, io devo andare! Ma le raffiche non perdonano e sono sempre in mare. Imparo a non cadere in acqua e quando scuffio salto sul fianco della barca, poi sulla deriva, la rigiro e son dentro come prima. Così, tutto il giorno.

Alla sera quasi non cammino: ho le mani tagliate e sono tutta un livido ma non cedo. Mi sento un guerriero! Dopo qualche giorno esco dal canale: con la mia andatura circolare conquisto il mare aperto, l'orizzonte, il sole. 

Ho i piedi alle cinghie e sono fuoribordo. E' faticoso ma la barca plana e sto andando dove voglio. E sono felice, ogni volta che ci penso. 

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07 novembre, 2017

ZUPPA DI SASSI E LENTICCHIE

Dicono che le lenticchie portino soldi. Qui da noi per tradizione si mangiano a capodanno per augurarsi fortuna e soldini...io decido di dare una spintarella alla fortuna della mia economia disastrata e comincio a mangiarle adesso, a novembre, non si sa mai. Avevo comprato una busta di lenticchie secche in sconto già qualche tempo fa...forse era vecchia perché è già scaduta. Nessun problema ma...porteranno fortuna lo stesso? Le metto in ammollo per 6h che poi diventano 24 per imprevisti e quando vado a soccorrerle dal pericolo di marcire, sorprendo una manciata di spavaldi sassolini venuti allo scoperto un po' in superficie e un po' in giro...spero di averli tolti tutti perché senza denti è troppo presto! Controllo ancora per sicurezza: ma sono tantissimi! Comincio a pensare che facciano parte della ricetta per la fortuna. Mi viene in mente una favola per bambini: 'Una zuppa di sasso'. Così chiamo un paio di amici e li invito a cena. Ognuno porta un po' della sua vita e la serata passa allegra. La zuppa è buonissima, nessun sasso pervenuto ma la pancia è piena, il palato soddisfatto e l'umore gioioso. Quanto serve per essere felici: stare bene insieme e condividere.

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06 novembre, 2017

STAYIN' ALIVE AL CORSO BLS

Vediamo un video americano con un energumeno nero che potrebbe riportarti in vita da qualsiasi male aspirandolo via da te come Michael Clarke Duncan nel film 'Il Miglio Verde'. Questo tizio palestrato esegue un BLS a regola d'arte sul suo manichino: efficace, composto e per niente sudato; è abbastanza convincente da farcelo credere possibile. Quando il video va in pausa tocca a noi: una ragazza da poco operata al tunnel carpale, un signore mezzo invalido da un braccio e poi ci sono io e altri 3 apparentemente normodotati; scopriamo il petto dei nostri manichini, posizioniamo le mani una sopra l'altra a metà sulla linea che collega i due capezzoli, braccia tese e giù a comprimere affondando 5/6 cm. Per tenere il ritmo di 100 compressioni/minuto ci viene suggerito di cantare mentalmente 'StayinAlive' perché 'ah-ha-ha-ha' ha il ritmo perfetto e la canzone mette energia e di energia ne serve davvero tanta. Ci accorgiamo subito di avere tutto un altro stile: chi usa solo le braccia invece di tutto il busto, chi comprime troppo, chi poco, chi perde il ritmo, chi si scompone, chi si dimentica di respirare...Alla fine dei due minuti l'esercitazione è finita, siamo grondanti di sudore, indolenziti e affannati...Aiutooooo.                                                                              
                                                                                                                                    N-Trance










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05 novembre, 2017

ESSERCI

Una signora molto anziana cammina per mano alla sua badante e mette un piede in fallo: fa una rotazione su sé stessa, cade a corpo morto e 'CIOC!' si sente un rumore cupo.

Germana, di 96 anni, rimane molle, abbandonata, ha gli occhi chiusi e non risponde. La badante vuole alzarla e la tira per una mano. La fermo. Lì dove siamo è sicuro. Mi chino sulla signora: respira. 'Germana, Germana mi sente?'. Le prendo una mano, le copro le gambe scoperte, la accarezzo e continuo a parlarle calma. C'è sangue dietro alla testa; chiamo l'ambulanza, la difendo da chi vuole tirarla su o spostarla senza ragione; 'Germana, non si preoccupi, andrà tutto bene, ho chiamato l'ambulanza per stare più tranquilli, sarà qui tra pochi minuti, sente la sirena? Sono proprio vicini'. Adesso muove le dita della mano e si tocca un lembo del vestito. Immagino sia preoccupata di essere scoperta così la rassicuro: 'Ho sistemato io il vestito, è tutto in ordine. Adesso però mi dica come sta'. Apre gli occhi, io le sorrido e lei: 'Che male, che male che ho'. 'E' normale se sente male, tra un attimo la medicheranno e starà meglio'. 

Poi arriva l'ambulanza. 

'Arrivederci Germana'.

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02 novembre, 2017

QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA

La mensa delle elementari era grande abbastanza da contenere tutti i bambini della scuola in due tornate e all'ora di punta c'era un inquinamento acustico degno di una discoteca. Ne uscivi con l'acufene e puzzavi di mensa fino a sera. Matteo usava i tappi per le orecchie, gli veniva mal di testa altrimenti. Il problema più grave della mensa però non era il casino ma il cibo! L'insalata con la terra e i vermi me la ricordo ancora...la Laura ci ha vomitato sopra disgustata. 'Lascia stare l'insalata e mangia il resto', le han detto. Meglio non contraddire le cuoche che avevo la sensazione di aver già visto al telegiornale...Periodicamente c'erano proteste, casini con l'igiene...

Un giorno viene annunciato lo sciopero della mensa (o la sua inagibilità, non ricordo): si pranza al sacco, in classe. C'è un clima severo e noioso, sembra di essere in punizione. Arriviamo in fondo al pasto in un silenzio paranormale che decido di riempire con una esibizione: bevo il succo di frutta d'un fiato, mi alzo in piedi e...BUUUUUUUUUUUUUUUURP, rutto fragorosamente. Gli applausi superano i rimproveri e vado in castigo con tutti gli onori. Il giorno dopo si torna in mensa per fortuna.

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